Ciao a tutti,

uno dei problemi delle auto elettriche è il tempo di ricarica e il metodo, molti dei vecchi modelli avevano bisogno di costosi carica batterie, oggi ci sono soluzioni sempre più economiche e veloci.

Connettore per ricarica

Ford e Schneider Electric si sono unite per offrire in tutto il vecchio continente una soluzione di ricarica elettrica al proprio domicilio o in azienda semplice e funzionale. Questo sistema di ricarica che Schneider chiama EVlink è adatta per veicoli elettrici a batteria (BEV) e veicoli elettrici ibridi plug-in (PHEV) oltre ad essere “amica dell’ambiente” offre anche una garanzia di cinque anni e supporto tecnico in lingua locale in ogni paese in cui verrà installata. Potranno beneficiarne tutti i nuovi e vecchi acquirenti della Ford Focus Electric che avranno così una autonomia di 162 km ed un’efficienza energetica di 15,9kWh/100 km in Europa con un tempo di ricarica che viene stimato in poco più di tre ore.

“Siamo entusiasti di collaborare con Schneider Electric”, ha dichiarato Andreas Ostendorf, Vice President, Sustainability, Environment and Safety Engineering, di Ford of Europe. “Insieme offriremo agli automobilisti e a chi gestisce le flotte aziendali una soluzione flessibile ed efficiente per ricaricare i veicoli, contribuendo a creare un’esperienza di guida confortevole, pienamente ottimizzata e a zero emissioni”.

Inoltre le due aziende offriranno ai proprietari di Focus Electric la possibilità di acquistare la loro energia da partner specializzati in energia green, offrendo energia rinnovabile certificata sulle nuove installazioni.

Un altro buon motivo per comprare un auto elettrica.

 

BUONA RICARICA

 

Max

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3 Responses

  1. Un buon impianto elttreico utilizzatore dovrebbe essere suddiviso in pif9 circuiti e prevedere un adeguato numero di prese a spina e punti di comando. Questo principio e8 enunciato, in termini generali, dalla norma impianti (art. 314 della norma CEI 64-8). La guida applicativa CEI 64-53 “Edilizia ad uso residenziale e terziario”, gie0 nel 2007 suggeriva una suddivisione degli impianti utilizzatori in tre diverse categorie prestazionali (economico, comfort e lusso) indicando per ciascuna categoria un numero minimo di circuiti in cui suddividere l’impianto, di prese a spina fisse e di punti luce.La nuova Variante V3 alla norma CEI 64-8 compie un ulteriore passo avanti in questa direzione: l’allegato A – normativo fissa tre diversi livelli prestazionali e di fruibilite0 dell’impianto elttreico utilizzatore:Livello 1: livello minimo previsto dalla NormaLivello 2: per unite0 immobiliari con una maggiore fruibilite0 degli impianti, tenuto anche conto delle altre dotazioni impiantistiche presentiLivello 3: per unite0 immobiliari con dotazioni impiantistiche ampie ed innovative (domotica).Ciascun livello e8 caratterizzato da un numero minimo di circuiti e di componenti.Indipendentemente dal livello scelto, la protezione differenziale deve essere, in ogni caso, suddivisa su almeno due interruttori. Il numero di circuiti e componenti e8 funzione, oltre che del livello considerato, della superficie dell’ambiente considerato. Ad esempio, l’impianto utilizzatore di livello 1 in un appartamento di medie dimensioni (100 m2) deve essere suddiviso in almeno quattro circuiti, escludendo dal conteggio eventuali circuiti destinati all’alimentazione di singoli apparecchi (ad es. scaldacqua, caldaie, condizionatori, estrattori) e anche circuiti di box, cantina e soffitte.Nel soggiorno dell’appartamento di cui sopra, supponendo che abbia superficie di 20 m2, devono essere installate almeno cinque prese fisse di corrente, due punti luce, una presa TV e una presa telefonica. Se invece nello stesso appartamento si intende realizzare un impianto del livello massimo (livello 3) le prese di corrente e i punti luce sono rispettivamente dieci e quattro; il numero minimo di circuiti, cinque.In ogni caso, in ciascun locale dove sia prevista una presa TV, accanto a questa deve essere prevista la predisposizione di ulteriori sei prese di energia.Il livello 3 e8 caratterizzato dalla presenza della domotica, cioe8 da un insieme dei dispositivi (e delle loro connessioni) che permettono di realizzare le pif9 svariate funzioni di automazione.Il livello 3 deve gestire almeno 4 delle seguenti funzioni:•anti intrusione•controllo carichi•gestione comando luci•gestione temperatura (se non e8 prevista una gestione separata)•gestione scenari (tapparelle, ecc.)•controllo remoto•sistema diffusione sonora•rilevazione incendio (UNI 9795), se non e8 prevista gestione separata•sistema antiallagamento e/o rilevazione gas.Per realizzare un impianto domotico puf2 essere utile far riferimento a due Guide del CEI: la Guida CEI 205-14 e la Guida CEI 205-18.La Guida 205-14 definisce infatti le regole per la progettazione, installazione e collaudo degli impianti domotici e le informazioni ed i documenti che i progettisti, installatori e committenti dovrebbero scambiarsi per ottenere le funzionalite0 desiderate.La Guida 205-18 si propone invece come ausilio alla stima del risparmio energetico conseguibile attraverso l’impiego dei sistemi di automazione per il controllo e/o la gestione degli impianti tecnici sia negli edifici residenziali (comprendenti, ad esempio, unite0 immobiliari isolate o inserite in complessi multi-unite0), sia agli edifici non–residenziali (comprendenti, ad esempio, uffici, sale di lettura, scuole, ospedali, ristoranti, alberghi, magazzini).Il documento analizza in dettaglio una serie di funzioni di automazione che possono contribuire alla riduzione del fabbisogno energetico di un edificio, in particolare:•riprende la classificazione delle funzioni di automazione degli impianti tecnici degli edifici in base alla loro influenza sulla riduzione dei consumi energetici, definita dalla Norma Europea EN 15232;•specifica i requisiti minimi di ciascuna di queste funzioni di controllo automatico e di gestione degli impianti tecnici degli edifici, illustrandone la logica di funzionamento e lo schema funzionale;•illustra i metodi per stimare la riduzione del fabbisogno di energia dell’edificio derivante dall’adozione di funzioni di automazione, definiti dalla Norma EN 15232.Entrambe le pubblicazioni sono estremamente importanti per tutti gli operatori del settore, in particolar modo la Guida CEI 205-18 si rivolge ai costruttori degli apparecchi, ai progettisti, agli installatori, agli enti pubblici o ispettori preposti alla diagnosi energetica dei sistemi di automazione degli impianti ed in modo particolare ai progettisti della parte elttreico-elettronica di automazione degli impianti tecnici di edificio. 0

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    Nuove soluzioni per la ricarica domestica dei veicoli elettrici | Massimo Zucchetti…

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